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Pietro Rosenwirth – Viaggiare oltre le barriere

Oggi sono andato ad intervistare Pietro Rosenwirth, un uomo di una forza incredibile. Una persona da cui io ho tratto molta ispirazione. Nonostante il suo handicap motorio ha perseguito la sua passione per i viaggi e si è costruito il suo scooter modificato, che gli permette di viaggiare.
É un uomo di una forza straordinaria che, da solo, ha viaggiato in Grecia, Turchia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Slovenia, Austria, Svizzera, Ungheria, Repubblica Ceca, ecc.ecc.

Andiamo a conoscere meglio questo grande viaggiatore.

Da dove nasce la tua voglia di viaggiare? Quali sono state le tue prime esperienze di viaggio?

Credo che, molto, si origini come reazione alle mie difficoltà motorie: “Fatico a stare in piedi? A camminare?…?”. Ok, allora vado In Cima Al Mondo, e Oltre.
 Molto poco epico o profondo: la prima molla è quella del rifiuto del No, Non è possibile, è difficile, Magari succede che.
Per me, che già lo svegliarmi la mattina 9 volte su 10 è un trauma per il solo sapere che inizia un’altra giornata da affrontare con i Dolori, i nervi, le frustrazioni per le cose che vorrei, ma, purtroppo, come faccio per, no oggi no… il Viaggiare in scooter da solo, spezza la routine e mi pone di fronte ai problemi le cui soluzioni variano solo perché le persone con cui interagisco cambiano, e cambia la lingua, il cibo, il clima, e poi le barriere architettoniche.
E sulla strada… meraviglioso: ogni Km, ogni Metro è una conquista ed un Viaggio a 360° fuori e dentro di me! Vedere con i miei occhi i paesaggi e le città viste solo nei documentari… scoprire di persona che una città (quasi) senza barriere architettoniche non è una Leggenda Metropolitana… comunicare con altre persone senza i filtri dei preconcetti culturali e delle-relazioni-preesistenti.
Non è tutto “meraviglioso”, ma gli Aspetti Positivi sono -nella mia esperienza fino ad oggi- di più in quantità e qualità rispetto ai problemi, ai disguidi, alle difficoltà che sempre e comunque ci si parano davanti.

Da giovane ho girato con mio padre, poi con degli amici e, nel frattempo, seguivo e sognavo la Parigi-Dakar.
Il primo Viaggio è quello del 1994, in sella ad uno Yamaha CT50s, dopo due settimane di campeggio a Zakynthos (Grecia) ho salutato tutti e ho girato, per la prima volta in solitaria, tutto il Peloponneso: essere tornato sano e salvo e con l’Esperienza fatta… allora, ho capito che potevo sognare, che potevo Viaggiare anche da solo, in solitaria appunto.

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Marta Brambilla: viaggio dalla Svizzera al Giappone in moto

Sono andato a intervistare Marta Brambilla, una giovane donna Svizzera che ha intrapreso un viaggio in sella alla sua Yamaha Tenere 660 dalla sua terra natia fino al Giappone passando per la Scandinavia. Arrivata a destinazione ha deciso di fermarsi e di riprendere il suo lavoro di traduttrice vivendo per un periodo in un monastero buddista. Un viaggio attraverso mezza Europa e Asia compiuto in solitaria, un’impresa davvero unica e interessate.

Come mai hai deciso di dirigerti verso l’Oriente? E perché come meta finale hai scelto di andare in Giappone?

È da quando sono ragazzina che amo il Giappone, pur senza ben sapere il perché. Mi hanno sempre affascinata le arti marziali, le moto giapponesi e l’approccio tipicamente giapponese alla bellezza e alla raffinatezza dei gesti, dei silenz...

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