George A. Wyman – Il primo viaggio in moto

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a bordo di una bicicletta motorizzata. Questo viaggio si può considerare,

“Il Viaggio” che ha dato il via alla cultura dei viaggi in moto.

George A. Wyman nacque a Oakland in California il 3 luglio 1877 da George W. Wyman (un imbianchino) e Arvilda Stickney, era il terzo dei 4 figli della famiglia Wyman.

Fu sempre una persona fuori dagli schemi fin da adolescente, era appassionato di biciclette da corsa e nel 1890 raggiunse il suo apice agonistico. Alla fine del 1800 si trasferì in Australia, per proseguire la carriera agonistica. Dopo gli australiani Arthur Richardson, Alex White, e Donald Mackay, Wyman divenne la quarta persona in assoluto e il primo statunitense a fare il giro completo del continente australiano con una bicicletta.

Nel 1902 ritornò in California come un campione. Nell’estate di quell’anno, all’età di 25 anni, faceva parte della Bay City Wheelmen and bicycle Racer.

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J. Graham Oates il primo uomo ad attraversare tutto il Canada in moto

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Attraversare il Canada da costa a costa su una moto con sidecar percorrendo i binari nel 1928.

J. Graham Oates è nato nel 1897 a Douglas sull’Isola di Man, da adolescente ha combattuto nella prima guerra mondiale, come staffetta utilizzando sia cavalli che motociclette tornò dalla guerra con un deficit visivo da un occhio. Dal 1920 al 1926 corse in parecchie gare in Gran Bretagna e sul circuito dell’isola di Man al TT (Tourist Trophy). Oltre a correre progettava motociclette tra cui la “Aurora” che nel 1920 vinse il TT.

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Il giro del mondo in moto nel 1954 dei fratelli Omidvar

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Due Iraniani e il loro giro del mondo in motocicletta nel 1954, alla scoperta delle tribù

più nascoste del pianeta.

I fratelli Omidvar nati in Iran, nel 1954 poco più che ventenni, con una moto Matchless 500s di produzione Inglese partirono per compiere il giro del mondo, con 90$ a testa come budget.

L’intento dei due fratelli era di documentare la vita e i costumi dei popoli che abitavano nelle regioni più remote del pianeta.

Issa e Abdullah originari di Teheran, amministravano un concessionario di moto della Matchless, ma la loro curiosità e voglia di documentare le diverse parti del monto li spinse a partire.

Si diressero a Est, attraversarono l’Afganistan e il Pakistan, dove essendo grandi appassionati di montagna fecero delle escursioni sull’Himalaya, entrarono in India e poi scoprirono il Tibet, uno stato tagliato fuori dal mondo, considerato misterioso e terra proibita. Da qui iniziarono il loro lavoro di antropologi dilettanti e parteciparono a cerimonie Buddiste e a elaborati riti. Quando arrivarono al confine videro 25 sherpa che trasportavano da ormai 30 giorni un’automobile per portarla a Lasha, come simbolo della conquista e della sottomissione del Tibet da parte della Cina.

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Santiago Guillen e Antonio Veciana il giro del mondo in 79 giorni in vespa

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Un giro del mondo da record compiuto da due giovani studenti

a bordo di una vespa decorata da Salvador Dalì.

Santiago Guillen e Antonio Veciana due studenti universitari della facoltà di giurisprudenza di Madrid, il 25 luglio 1962 partirono dalla capitale iberica in sella a una Vespa 150 S di produzione spagnola, per compiere il giro del mondo in 79 giorni.

L’idea di questa incredibile avventura, venne loro dopo aver visto il film “Il Giro del Mondo in 80 Giorni” di Michael Anderson del 1956 tratto dall’omonimo romanzo scritto da “Jules Verne”.

Per aggiungere maggior emozione decisero che volevano usare come mezzo una Vespa. Chiamarono il progetto “Operazione Elcano” e dopo due anni e mezzo quel sogno si realizzò grazie all’azienda MotoVespa che lì incoraggiò e li sostenne.

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Albania: dove la strada ti sfida e ti ricompensa

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Chiudo i bauletti del Transalp nervosamente, sollevato solo dal pensiero che tra pochi minuti lascerò questo infernale campeggio macedone.Viaggiare con un budget limitato è come caricarsi sulla moto la dea bendata, non sai mai dove ti farà capitare. Questa volta, mi è andata male.
Guido fino a Struga, costeggiando il lago Orid. Le sue acque sembrano un foglio azzurro, liscio, perfetto, senza increspature. Il contrario del mio umore.
Mi sto dirigendo verso Debar e quando vedo sulla strada un cartello che indica il divieto di fotografare, sono preso dall’irrefrenabile desiderio di capire la ragione del divieto, e, naturalmente, di fare la più bella foto del mio viaggio.
Proseguo per un paio di chilometri, incuriosito, fino a quando raggiungo la zona proibita.Su un lato sorge una costruzione grigia, imponente, in stile URSS, la cui lunga vetrata riflette la luce del mattino. Sul lato opposto, la strada corre sopra una massiccia e alta diga, mentre poco lontano spuntano edifici non meglio identificati e, chissà, magari anche qualche bunker segreto.
Voglio assolutamente fotografare questo spettacolo decadente, lo strascico di un passato dittatoriale che ancora getta la sua ombra sulle spalle del paese, popolando di fantasmi posti come quello dove mi trovo ora.

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Sulkowsky Bartha e Zoltan Gyula: Il giro del mondo in sella ad un Harley Davidson

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Sulkowsky Bartha Zoltan Gyula sono due giovani Ungheresi che dal 1928 al 1936

partirono per il giro del mondo, in sella a una Harley Davidson con sidecar,

la prima a compiere il giro del mondo.

La storia comincia nel 1928. La guerra ha devastato l’Ungheria e la divisione dell’impero Austroungarico ha lasciato senza patria molte persone. Anche a causa della crisi economica il paese si trova in una pessima situazione.

Inizialmente Sulkowsky Bartha e Zoltan Gyula con i pochi soldi messi da parte si recano in Italia per cercare fortuna, ma anche qui la situazione non è delle migliori. A questo punto nasce in loro l’idea che l’unica soluzione sia quella di partire e compiere un viaggio straordinario intorno al mondo.

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Pertanto si recano a Parigi per comprare il mezzo che secondo loro è il più...

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LIBRI : Quante Strade

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“Quante Strade” è un libro sui viaggi in moto scritto da Claudio Giovenzana, un personaggio davvero unico e interessante, psicologo, fotografo, scrittore, video maker, viaggiatore, motociclista, ecc…

Insomma forse lo si può definire un nomade del mondo alla ricerca continua della libertà, o forse solo di se stesso.

L’autore in sella alla sua MotoGuzzi, ci racconta l’inizio del suo viaggio, per la precisione i primi 10.000 km lungo un immenso stato, il Canada, che ha attraversato percorrendo la mitica Transcanada, da Est a Ovest.

Una persona che ha voluto ritrovare in questo viaggio la bellezza e l’animo della giovinezza, infatti lui stesso si definisce “un adolescente di terza età”, portando con sè un oggetto che forse è il simbolo universale della spensieratezza dei giochi di un bambino. Un orsacchiotto di peluches, il “toporso”, che lo accompagnerà per tutta la sua incredibile avventura, legato sul sedile del passeggero.

Un’esperienza che lo ha cambiato e ha cambiato il suo modo di vedere le cose, di concepire il viaggio, i chilometri, lo spostamento, ma soprattutto gli incontri e le storie di cui lui è testimone.

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