MotoGiro: Dolomiti + Festival Navigatori di Terra + Slovenia 1° – 2°gg

1°Giorno

Dopo aver incontrato Italo Barazzuti all’EICMA che mi ha parlato del  “Festival Dei Navigatori di terra”  ho deciso che avrei dovuto partecipare.
A questo punto abitando in provincia di Milano e il Raduno si tiene a Majano in provincia di Udine per evitare troppi chilometri in autostrada, ho deciso di partire un giorno prima  del suo inizio e passare una notte sulle Dolomiti così da poterne visitare almeno una parte.

Dopo il trasferimento in autostrada fino a Rovato, imbocchiamo la strada che porta a Ponte di Legno e che risale tutta la Val Camonica. La strada non è niente di particolare, tanti tratti dritti e poco divertenti, ma offre comunque dei bei panorami e degli scorci interessanti . Dopo Edolo il percorso  è meno noioso, infatti stiamo cominciando a salire in direzione Passo Tonale, la strada che percorriamo è bella, ma non offre particolari scorci interessanti.
Al Passo Tonale che più che un passo è quasi una cittadina ci fermiamo, facciamo un paio di foto sbrigative e cominciamo a scendere in direzione Cles. La strada si fa più interessante sia dal punto di vista della guida che da quello paesaggistico, purtroppo noi abbiamo incontrato diversi punti con lavori in corso, sensi alternati e semafori che ci hanno rallentato parecchio.

Dopo la discesa arriviamo a Cles e passiamo di fianco al lago di Santa Giustina una vera meraviglia e, per chi avesse tempo, consiglio di fare tutto il giro passando dal ponte che lo attraversa.

Il lago è davvero particolare e unico, facciamo qualche foto scambiamo qualche parola con i motociclisti che come noi si sono fermati a godere del panorama.

Da qui ripartiamo in direzione passo Mendola e lungo la strada oltre alle piacevoli curve che  incontriamo vediamo il panorama delle vallate quasi completamente coperte da alberi da frutta più nello specifico da alberi di mele, le famose mele del Trentino.

Dopo diversi chilometri raggiungiamo il passo Mendola, anche questo è una piccola cittadina e rimango un po’  deluso dal fatto che sia così abitato, io che sono abituato ai passi di montagna sperduti con solo un piccolo rifugio e tutto attorno il niente.

Dopo qualche foto decidiamo di scendere in direzione Bolzano, dopo poche curve mi sono già dimenticato dell’ammasso di case, alberghi, e negozi di souvenir, perchè la strada è davvero spettacolare, sia per le sue curve, sia per gli scorci che offre, ma anche la strada in sè è divertente si passa da serie continue di tornanti  a un tratto che costeggia la parete di roccia e in certi punti la strada è addirittura aggrappata alla montagna.
Dopo aver attraversato quasi tutta la città di Bolzano entriamo ufficialmente nel cuore delle Dolomiti, arriviamo all’imbocco della strada che ci porta al passo Costa Lunga , il primo tratto è una lunga galleria che rinfresca i nostri corpi e le nostre menti, prima di cominciare a gustarci le montagne che tutto il mondo ci invidia.
Dopo la galleria la strada corre per qualche chilometro in una gola stretta per poi cominciare a salire e giungere al passo vero e proprio.
Anche qui per mia sfortuna il passo  è tanto abitato, ma sia per il tardo pomeriggio o forse per le nuvole nere che si sono ammassate sopra di noi il passo è quasi deserto, ci prendiamo un thè e riflettiamo sulla bellezza del posto .
Da questo punto, scendiamo e ci dirigiamo verso il passo San Pellegrino, l’ultimo.

Arrivati siamo praticamente gli unici, anche se il passo in sé, non è una vera attrattiva  e nemmeno la strada per salire è così coinvolgente.

Dopo le foto di rito cominciamo a scendere in direzione Alleghe dove è situato il  nostro campeggio , la strada che scende dal passo è più interessante di quella della salita infatti  i diversi tornanti immersi nella pineta e il fatto che ci siamo solo noi e le moto a percorrere la strada accentua la sua bellezza.
Arrivati al campeggio montiamo la tenda ci facciamo una doccia e finalmente andiamo a mangiare una pizza in un locale con una vista spettacolare sulla vallata.

Dopo la mangiata torniamo alla tenda e ci mettiamo a letto, faccio un po’ fatica ad addormentarmi sia perché non sono abituato al materassino sia perché devo metabolizzare le bellezze incontrate. Il nostro sonno è disturbato anche da un piccolo temporale notturno.

 

2° Giorno

 

Chiudiamo i bagagli, la tenda e leghiamo tutto sulla moto, andiamo a pagare e ci rimettiamo in strada per affrontare un’ altra giornata di splendidi panorami e di bellissime strade.

 

Appena usciti dal campeggio incontriamo il laghetto di Alleghe un piacevole specchio d’acqua, ne percorriamo un tratto poi ci dirigiamo verso il passo Fedaia.

La strada è buona e non c’è quasi nessuno in giro, cominciamo a vedere gli splendidi panorami che ci circondano e giunti al passo scattiamo le foto di rito e cominciamo a scendere, ma dopo qualche minuto raggiungiamo uno splendido laghetto artificiale e decidiamo di fermarci e di fare qualche foto di questo spettacolare specchio d’acqua  che ci sorprende per la sua bellezza.

 

Dopo esserci goduti a  pieno il panorama cominciamo a scendere, la strada è in ottimo stato e in men che non si dica ci ributtiamo in boschi fitti, arrivati al fondo valle giriamo a destra e ci dirigiamo verso il passo Pordoi.

 

Salendo, oltre ai bellissimi panorami, incontriamo anche pulman di turisti che tolgono la maggior parte della magia al luogo, arrivati in cima ci sono 3-4 pulman parcheggiati e una marea di gente che scatta fotografie .
Il posto grazie anche alla splendida giornata offre dei panorami spettacolari e qui finalmente mi accorgo di essere nel cuore delle Dolomiti.

Cominciamo a scendere e rimango sorpreso perché la strada è bella e offre dei bei panorami, ma in alcuni tratti è insidiosa e bisogna fare attenzione,  ci sono diversi punti con doppi tornanti e una successione infinita di curve che non lasciano rilassare nemmeno un momento.

Arrivati a fondo valle ricominciamo subito a salire verso il passo Campolongo e dopo pochi minuti siamo in cima, il tragitto è stato brevissimo quasi  deludente, il passo in sè non è niente di particolare e mi sento di dire che è il più brutto dei 4 passi del gruppo Sella.
Scatto la foto di rito e riprendiamo a scendere e ci dirigiamo verso il passo Gardena.
Impieghiamo più tempo rispetto al precedente passo anche per via degli splendidi scorci delle montagne che ci circondano che ci lasciano a bocca aperta.

Arrivati al Passo non ci fermiamo a lungo sia per la troppo folla sia per la voglia di macinare e guardare altri splendidi paesaggi.

La cosa interessante è che dopo pochi tornanti si comincia a percorrere una strada  che costeggia la montagna su un ghiaione gigantesco che rende tutto più suggestivo.
Fino al passo  Sella la strada toglie il respiro, sia per le molteplici curve, sia per l’infinita bellezza del percorso.

 

Arrivati al passo decidiamo di scendere e comprare un patch commemorativo  considerando che è  uno dei più bei passi di montagna che io abbia mai percorso .

Naturalmente per tutto il tragitto ci hanno accompagnato i soliti immensi pulman per  turisti che sminuiscono un po’ la bellezza del posto.

Da qui scendiamo e ci dirigiamo verso il passo Pordoi che abbiamo percorso poche ore prima infatti l’itinerario è stato studiato per compiere il giro completo dei passi.
Scesi dal passo Pordoi  ci dirigiamo verso Colle Santa Lucia e successivamente sul passo Giau.
La strada inizialmente è una tipica strada di fondo valle, ma dopo un po’ capiamo che stiamo andando verso il passo, infatti cominciano i tornanti . Il Passo a mio avviso è meno bello dei precedenti ma l’assenza di pulman, di camper e la presenza di molte motociclette aumenta la bellezza dell’atmosfera.

Anche qui decidiamo di comprare la patch commemorativa e dopo  qualche foto cominciamo a scendere verso Cortina d’Ampezzo. Purtroppo per noi dobbiamo affrettarci per  dirigerci verso la nostra destinazione Il festival Dei Navigatori di Terra.

Scesi dal passo arriviamo a Cortina dove tutto è abbastanza caro e decidiamo ti tagliare dritto e di proseguire verso Pieve di Cadore.
La strada è molto tranquilla e rilassante, i paesini si susseguono e ogni tanto possiamo vedere le tipiche case interamente in legno.
Da qui raggiungiamo il passo Mauria che non si può classificare tra i migliori passi di montagna e dopo la foto scattate senza neanche scendere dalla moto ripartiamo in direzione Tolmezzo.
La valle che percorriamo è tranquilla quasi disabitata, ma purtroppo per noi la strada è piena di lavori in corso che la rendono un po’ noiosa e fastidiosa.
A Tolmezzo prendiamo la strada provinciale per Udine e successivamente ci dirigiamo verso Majano.
 

Arrivati a Majano parcheggiamo le moto e ci accorgiamo che siamo in buona compagnia infatti al festival c’è già parecchia gente e cominciamo a chiacchierare qua e là con chi ci capita  fino al tardo pomeriggio, quando decidiamo di piantare la tenda e di andare a fare la doccia .

 

Dopo esserci rinfrescati ci uniamo a un tavolo per mangiare e facciamo due chiacchiere, finita la cena andiamo ad ascoltare Italo Barazzuti che apre ufficialmente l’evento e comincia a raccontare le sue avventure più interessanti.
Dopo averci riempito il cuore con viaggi meravigliosi andiamo a dormire, sapendo che domani ci aspetta un piccolo itinerario in Slovenia.


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